Il mio 2025: un anno di architetture, standard e scelte tecniche consapevoli

on

Il 2025 è stato un anno in cui gran parte del lavoro non è stata “scrivere codice”, ma decidere dove metterlo, perché e con quali compromessi.

Molti dei progetti affrontati avevano una caratteristica comune:
sistemi esistenti, stratificati, con vincoli reali (budget, legacy, team distribuiti, infrastrutture già in produzione).

Di seguito una sintesi delle principali aree su cui ho lavorato.

1. Drupal avanzato e sviluppo orientato alla manutenibilità

Nel 2025 Drupal è stato il fulcro di diversi progetti complessi, spesso in contesti enterprise o multisite.

Temi ricorrenti:

  • sviluppo di moduli custom Drupal 9/10/11
  • override di plugin manager e access control handler
  • utilizzo avanzato del modulo Group e dei suoi enabler
  • comandi Drush custom per audit e standardizzazione delle configurazioni
  • gestione e uniformazione di ambienti multisite (decine di installazioni)

L’obiettivo non era “far funzionare il sito”, ma:

  • ridurre la divergenza tra ambienti
  • rendere ripetibili le operazioni
  • trasformare configurazioni implicite in regole esplicite e verificabili

2. Cloud, DevOps e automazione pragmatica

L’infrastruttura non è stata trattata come un livello separato, ma come parte integrante del design applicativo.

Attività principali:

  • AWS (EC2, IAM, SSM)
  • pipeline CI/CD senza accesso SSH diretto
  • automazioni Bash e systemd
  • strategie di disaster recovery multi-cloud
  • utilizzo di Terraform / OpenTofu come strumento di controllo, non solo di provisioning
  • migrazione e troubleshooting Elasticsearch → OpenSearch

Il filo conduttore: minimizzare le dipendenze implicite e rendere ogni passaggio osservabile e riproducibile.

3. Legacy, integrazioni e refactoring controllato

Una parte significativa del lavoro ha riguardato sistemi non moderni, ma ancora centrali per il business.

Esempi concreti:

  • integrazione delle API REST PayPal in applicazioni ASP.NET Web Forms
  • refactoring progressivo senza rompere la retrocompatibilità
  • separazione delle responsabilità (helper HTTP, builder di payload, controllo del flusso)
  • riduzione del coupling senza “riscritture eroiche”

Qui il tema non è stato l’upgrade tecnologico in sé, ma la riduzione del rischio.

4. Standardizzazione, accessibilità e qualità nel tempo

Nel 2025 ho lavorato spesso su aspetti che raramente fanno headline, ma che fanno la differenza nel medio periodo:

  • accessibilità digitale (EAA, WCAG)
  • coerenza editoriale
  • qualità delle configurazioni
  • governance tecnica

Standardizzare non significa irrigidire, ma:

rendere il sistema prevedibile anche per chi non lo ha progettato.

5. Tecnologia applicata a contesti non “enterprise”

Parallelamente ai progetti più strutturati, ho continuato ad applicare competenze tecniche a:

  • eventi culturali e musicali
  • associazioni locali
  • progetti personali (musica, fotografia)

Stesso approccio, contesti diversi:

  • semplicità operativa
  • resilienza
  • documentazione
  • rispetto delle persone che useranno il sistema

Conclusione

Il 2025 non è stato un anno di hype tecnologico.
È stato un anno di scelte architetturali, di pulizia, di allineamento tra codice, infrastruttura e persone.

Meno soluzioni brillanti.
Più sistemi che continuano a funzionare anche quando chi li ha scritti non è più lì.

Ed è esattamente il tipo di lavoro che mi interessa fare.

Related Posts:

Rispondi

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.