Influencer wannabe: back to 2006/2007

In merito agli articoli del Corriere e di Wired in cui proponevano utenti da seguire su Twitter, mi sento di condividere quello che scrive Gianluca Diegoli: le classifiche (e le loro cugine light, le liste) funzionano sempre perchè la competizione è nel DNA dell’uomo.

Cambiano i media ma non cambiano le persone o le attitudini: mi pare di essere tornato nei ruggenti anni 2006/2007 quando invece di microbloggin e di Twitter, si parlava di blog. Anni in cui ancora pochissimi sapevano cosa fosse veramente un blog e un gruppetto sparuto di wannabe blogstar sgomitavano per farsi notare dai media tradizionali come stampa, radio o tivù.

In quei anni la parola che faceva figo pronunciare era blog, oggi, che la rete ormai è prepotentemente entrata nelle nostre vite, invece è Twitter. Lo strumento per misurare l’influenza allora era BlogBabel, oggi abbiamo Klout.
L’autoreferenzialità e il narcisismo non passano mai di moda.

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